Mal di schiena

Quando si parla di mal di schiena, in generale si fa riferimento alla lombalgia, cioè al dolore muscolo-scheletrico che coinvolge la colonna vertebrale a livello lombare, ossia nella parte bassa. Quando, invece, è interessata la parte cervicale della colonna (a livello posteriore del collo) si parla di cervicalgia.

Con la definizione “colpo della strega”, invece, si fa particolare riferimento alla cosiddetta lombalgia acuta, che si manifesta con un dolore intenso e improvviso alla parte bassa della schiena e lascia letteralmente bloccati perché si innesca una sorta di meccanismo di difesa, con i muscoli lombari che si contraggono per impedire il movimento della colonna.

In assenza di condizioni patologiche specifiche, il mal di schiena è il più delle volte determinato da cattive abitudini che, a lungo andare, influiscono negativamente sulla colonna, sul ruolo ammortizzante dei dischi intervertebrali e sull’elasticità di legamenti e muscoli che vanno così facilmente incontro a contratture.

In particolare, oltre al fisiologico invecchiamento osteo-articolare e a eventi traumatici (incidenti o movimenti azzardati e sforzi intensi improvvisi), sono causa di mal di schiena:

  • una vita ad alto tasso di sedentarietà (che contribuisce anche a favorire un eccesso di peso che può sovraccaricare la colonna);
  • il mantenimento prolungato di una posizione scorretta della colonna vertebrale sia quando si è seduti sia nello svolgimento delle normali attività quotidiane;
  • attività lavorative “logoranti”;
  • la pratica di alcuni sport (per esempio, la corsa è nemica della schiena, perché sottopone la colonna a sollecitazioni e microtraumi).

Nella cura del mal di schiena in fase acuta, il riposo assoluto non fa bene, ma è opportuno mantenersi attivi nelle normali mansioni quotidiane, ricorrendo per il trattamento dei sintomi, a farmaci antidolorifici (in genere FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei) da applicare localmente sulle parti dolenti (in pomata o cerotti) e/o da prendere per bocca. I cerotti medicati a base di Diclofenac rappresentano un valido aiuto contro il mal di schiena e, in caso di stati dolorosi e infiammatori acuti, si può anche fare ricorso a farmaci contenenti Diclofenac in granulati per soluzione orale, che agiscono già dopo 15 minuti dall’assunzione.

Tuttavia, nonostante l’azione di questi trattamenti, prevenire è sempre meglio che curare. E questo si può fare adottando abitudini posturali e semplici accorgimenti, con i quali mantenere il benessere della nostra colonna, oltre che svolgendo una moderata ma regolare attività fisica.

È consigliabile sottoporsi a una visita medica se il mal di schiena non accenna a diminuire nell’arco di alcuni giorni, nonostante l’uso di antidolorifici, o addirittura peggiora; se il dolore è tale da compromettere pesantemente la qualità della vita, così come se si ripresenta con una certa frequenza (anche 3-4 volte in un solo mese).

Allo stesso modo, rivolgersi al medico è necessario se il dolore è accompagnato da altri sintomi, come:

  • formicolii;
  • debolezza e intorpidimenti, (anche se si estendono alle gambe o ad altre parti del corpo, che potrebbero per esempio segnalare una compressione delle radici nervose (che, a sua volta, può essere dovuta a un’ernia del disco, vale a dire la fuoriuscita del nucleo morbido che si trova all’interno dei dischi che fungono da ammortizzatori tra le vertebre);
  • febbre;
  • problemi a camminare e in generale difficoltà nei movimenti degli arti inferiori;
  • episodi di incontinenza urinaria e/o fecale;
  • perdita di peso inspiegabile.

Una diagnosi approfondita, in questi casi, serve anche per escludere o meno eventuali malattie di cui il mal di schiena potrebbe essere solo uno dei sintomi.

È sempre bene rivolgersi al medico, infine, quando il mal di schiena insorge dopo un trauma, sia esso significativo (come un incidente d’auto, una caduta dalle scale) o di più lieve entità (come una caduta semplice): la visita ed eventuali accertamenti diagnostici potranno valutare la presenza di fratture e/o lesioni.